24 de março de 2026

UNA PRIMA COMUNIONE E UNA GUARIGIONE

Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa, avevano una figlioletta chiamata Maria, che si preparava alla prima comunione. Nello stesso tempo, suor Maria Dositea, zia della bambina, era colpita da tubercolosi.

Uno dei consigli più insistenti che Zelia dava alla figlia era quello di ottenere da Dio la guarigione di suor Dositea. “Nel giorno della prima comunione — ripeteva spesso — si ottiene tutto ciò che si chiede.”

La bambina lo comprese bene. Studiò il catechismo con entusiasmo e fece una vera offensiva di preghiere e sacrifici. Era certa del miracolo, come se già lo vedesse compiuto. Nella sua ingenua insistenza, voleva persino, se necessario, cambiare la volontà di Dio. San Giuseppe le faceva da avvocato.

Giunse infine il grande giorno della prima comunione: 2 luglio 1869. La piccola non aveva ancora compiuto nove anni e mezzo. Parlando della comunicanda, la madre diceva:

— Oh! com’era ben preparata; sembrava una piccola santa. Il cappellano mi disse che era molto soddisfatto di lei e le diede il primo premio di catechismo.

Maria, dopo la comunione, diceva di aver pregato tanto per la zia Dositea da essere certa di essere ascoltata da Dio.

Infatti, la zia cominciò a migliorare: le lesioni polmonari cicatrizzarono rapidamente. Più tardi, non senza una certa malinconia, avrebbe detto alla nipote:

— A te devo questi sette anni di vita.

La piccola, da parte sua, attribuiva la guarigione a San Giuseppe e, nella cresima, volle aggiungere al suo nome quello di Giuseppina.

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