18 de março de 2026

IL PASTORELLO DIVENNE PAPA

Un giorno, verso l’anno 1530, un frate di Ascoli, nella Marca di Ancona (Italia), smarrì la strada. Incontrando per caso un pastorello, si avvicinò e gli chiese:

— Per dove si va ad Ascoli?
— Ascoli? Sì, signore, lo so. Camminiamo piano, al passo dei miei agnellini, e io la condurrò fin là — disse il bambino.

Cammin facendo, conversavano. Il frate notò che il piccolo era vivace, amabile e di buona conversazione. Interrogandolo, seppe che era figlio di un lavoratore molto povero, che viveva in una casupola lì vicino e guadagnava appena per mangiare. Per questo era stato messo a custodire le pecore e i porci di un vicino più ricco.

Il bambino non sapeva leggere. Si divertiva cantando alcuni canti religiosi che la sua buona mamma gli aveva insegnato. Nient’altro.

Il frate rimase incantato dal ragazzo e, dopo che questi gli mostrò la strada e la città non era lontana, lo invitò a visitarlo nel suo convento ad Ascoli.

Il pastorello non si fece pregare. Andò a trovare l’amico e, da allora, il suo passatempo preferito, quando aveva tempo, era andare a conversare con il frate.

Un giorno, dopo aver presentato il ragazzo al superiore del convento, chiese se non fosse un peccato lasciare senza istruzione un giovane così sveglio e intelligente.

Il superiore fu dello stesso parere. Bisognava far studiare quel pastorello. Si rivolsero ai genitori, promettendo di occuparsi dell’educazione del figlio. La proposta fu accettata con gioia.

Il pastorello andò a vivere nel convento; poi fu ammesso nella comunità, studiò, fu ordinato sacerdote e divenne professore di teologia. Gli furono affidati incarichi importanti, che svolse così bene che il Papa lo nominò Cardinale.

Nel 1585, dopo la morte di Gregorio XIII, l’antico pastorello fu eletto Papa con il nome di Sisto V e fu uno dei più grandi Pontefici.

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