6 de março de 2026

IL VALORE DELLA COMUNIONE

a) Nella biografia del Cardinale Newman si legge un episodio edificante. Egli, prima di diventare cattolico, era protestante e alto dignitario della Chiesa anglicana, con un consistente stipendio annuale pagato dal governo inglese.

Anche in quella condizione volle studiare le ragioni e i fondamenti della Chiesa Cattolica; e, conosciuta la verità, la abbracciò prontamente. Come è noto, divenne un cattolico ferventissimo; si preparò, divenne sacerdote e fu un apostolo dell’Eucaristia.

Prima della conversione, un amico lo cercò e gli disse:
— Rifletta seriamente sul passo che sta per compiere; sappia che, diventando cattolico, il governo non le darà più nulla e le toglierà la prebenda.

Newman si alzò ed esclamò con disprezzo:
— Che cos’è un pugno d’oro in confronto a una comunione?

E poco dopo si fece cattolico.

Quelle parole meritano di essere meditate.

b) Luisa comprende il valore della comunione. Ha appena nove anni e può comunicarsi solo la domenica alla messa delle dieci. Sua madre, temendo che si ammali dovendo restare tanto tempo a digiuno, le proibisce la comunione.

Luisa, usando astuzia, finge di interrompere il digiuno, ma durante tutta la settimana non mangia né beve prima di pranzo.

— Mamma, mi dai il permesso di comunicarmi domani?
— No, figlia mia; la comunione è troppo tardi... ti ammaleresti.
— Ma, mamma, ho passato tutta la settimana a digiuno fino a pranzo e non mi sento male...

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