30 de janeiro de 2026

LA COMUNIONE DELLA FORZA

La nonnina era nel cortile, seduta all’ombra di una rigogliosa vite.

— Nonna?

La nonna alzò gli occhi, un po’ sorpresa, poiché fino a quel momento la nipotina non le aveva mostrato molto affetto; era attenta, ma non affettuosa.

— Che cosa vuoi, figlia?

— Nonna, vorrei sapere perché hai una gamba di legno. Sei andata in guerra?

— No, Lina; ma non è una domanda per la tua età. Non fu una palla di cannone a tagliarmi la gamba, né un incidente.

— Allora che cosa fu?

— Semplicemente una malattia: un tumore al ginocchio. Un giorno il medico dichiarò che era necessario amputare la gamba.

— Oh! Nonna, io avrei preferito morire.

— Anch’io l’avrei preferito.

— Allora perché ti sei lasciata amputare?

— Lina, non era possibile; non vivevo solo per me stessa. Morire quando si vuole è un lusso… e talvolta è vigliaccheria. Dovevo pensare a quattro figli piccoli che avevano bisogno di me.

— Ma per tagliarla ti fecero addormentare?

— No, non volli; avevo molta paura di non svegliarmi e di abbandonare i miei figli. E poi, se si deve soffrire, è perché Dio lo vuole o lo permette.

— Ti tagliarono la gamba così, da viva?

La buona vecchietta, solo nel ricordare quanto accaduto, impallidì.

— Figliolina, prima della dolorosa operazione, chiesi il Pane dei forti, ricevetti la santa comunione e domandai a Gesù Sacramentato pazienza e coraggio… Tuo papà mi teneva la mano e perfino lui, poveretto, quasi svenne.

— Nonna, fu la comunione che ti diede forza. Oh, quanto è buono Gesù!

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