Colui che doveva essere il fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento, il P. Giuliano Eymard, sembrava predestinato fin da bambino a essere un grande devoto dell’Eucaristia. Quando sua madre, portandolo in braccio, andava alla benedizione del Santissimo, il bambino non si stancava di guardare Gesù nell’ostensorio.
Andava con la madre a tutte le visite in chiesa e non si stancava né chiedeva di uscire prima di lei.
Sua sorella Mariana, che aveva dieci anni più di lui e fu come una seconda madre, soleva comunicarsi frequentemente. Il fratellino, invidiandola, diceva:
— Oh! come sei felice potendo comunicarti tante volte; fallo qualche volta per me.
— E che chiederò a Gesù per te?
— Chiedigli che io sia molto mite e puro e mi conceda la grazia di essere sacerdote.
Talvolta scompariva per ore intere. Lo cercavano e lo trovavano inginocchiato su uno sgabellino vicino all’altare, pregando con le mani giunte e gli occhi fissi nel tabernacolo.
Ancor prima dell’uso di ragione desiderava confessarsi; ma non lo ammettevano. Quando aveva nove anni volle approfittare della festa di Natale per «convertirsi», come diceva.
Si presentò al parroco e poi al coadiutore, ma, essendo molto occupati, non lo ascoltarono.
Partì dunque con un compagno, a digiuno, e, facendo un cammino di otto chilometri sulla neve, là, nella parrocchia vicina, riuscì a confessarsi.
— Come sono felice — diceva — come sono contento! ora sono puro!
— Quali grandi peccati aveva commesso?
— Ah! Ho commesso molti peccati nella mia infanzia: rubai un berretto in un negozio e poi, pentito, tornai e lo lasciai sul banco.
Per prepararsi alla prima comunione, cominciò a fare penitenze: metteva una tavola sotto il lenzuolo, digiunava e, quando la fame si faceva sentire, correva a fare una visita al Santissimo per dimenticarla.
Infine, il 16 marzo 1823, giunse per lui il grande giorno. Che cosa avvenne nel suo primo «abbraccio con Gesù»?
Stringendolo al cuore, gli diceva:
«Voglio essere sacerdote! Lo prometto».
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